Guida al Cashback di Stato: cos’è e come funziona

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Cashback

L’operazione Cashback, di cui si è tanto discusso nei mesi scorsi, è finalmente giunta ai nastri di partenza. Si tratta di una strategia pensata dal Governo per rafforzare la lotta all’evasione fiscale e per spingere di più l’uso di strumenti di pagamento elettronici.

L’avvio a pieno regime di questo programma è fissato per il 1° gennaio 2020, ma una prima sperimentazione è già prevista in quest’ultimo scorcio di 2020. Ufficialmente non si ha una data precisa ma, stando alle voci circolate, si dovrebbe partire dall’8 dicembre, giorno della Festa dell’Immacolata. L’assenza di una data ufficiale è dovuta al fatto che il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) deve ancora siglare con Consap e con PagoPa le convenzioni necessarie.

Cashback: cos’è?

La traduzione alla lettera del termine è “denaro che torna indietro“. Si tratta quindi di una somma di denaro che viene restituita agli acquirenti a seguito di un’acquisto.

Nella declinazione che ne ha dato il Governo, si tratta di un “premio” per tutti coloro che effettueranno i propri acquisti utilizzando metodi di pagamento elettronici. In particolare, si parla di un rimborso pari al 10% dell’importo di ogni transazione.  

Cashback: come funziona?

La prima fase

Nella prima fase, denominata Cashback di Natale, sarà necessario effettuare almeno 10 operazioni cashless e sarà riconosciuto il 10% di rimborso, fino a un massimo di 1.500€. Per singola transazione è fissato un tetto massimo di di 150€: questo vuol dire che con un acquisto di importo maggiore di 150€ si avranno indietro sempre 15€.

Il tetto massimo per ogni operazione è stato pensato per favorire chi effettua più acquisti rispetto a chi ne effettua pochi ma di grande entità.

Questo primo cashback sarà accreditato a febbraio 2021 sull’IBAN indicato al momento dell’adesione all’iniziativa (tramite l’app IO.it).

Il piano a regime

Nella fase a regime che partirà il 1° gennaio 2021, verrà riconosciuto un rimborso semestrale pari al 10% di quanto speso dal consumatore fino a un massimo di 150€. In questo caso, il limite minimo di operazioni cashless è di 50 a semestre. Essendo su base semestrale, si tratta quindi di un rimborso massimo di 300 euro in un anno. Anche in questo caso il rimborso massimo per ogni transazione è 15 €.

Ci sarà inoltre un supercashback, di 1500€, che verrà riconosciuto ogni semestre ai primi 100.000 registrati che abbiano effettuato il maggior numero di operazioni cashless.

Come verrà erogato il cashback?

Ai fini del rimborso sono considerati questi periodi: 1° gennaio 2021 – 30 giugno 2021; 1° luglio 2021 – 31 dicembre 2021; 1° gennaio 2022 – 30 giugno 2022.

Il pagamento del cashback e del supercashback avverrà entro 60 giorni dalla fine del periodo (ad esempio per il primo semestre, il pagamento del cashback e del supercashback avverrà entro il 29 agosto 2021).  

Va precisato che tutti i rimborsi, inclusi quelli relativi al super cashback saranno esentasse.

Come partecipare al programma di rimborsi?

Per poter partecipare bisognerà essere cittadini maggiorenni e residenti in Italia. Sarà, soprattutto, necessario scaricare l’app per i servizi pubblici “IO” (disponibile per Android e iOS).

Una volta scaricata l’app sarà necessario registrarsi tramite CIE (Carta d’Identità Elettronica) oppure tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale).

Una volta completata la fase di registrazione, bisognerà indicare gli estremi delle proprie carte di credito e bancomat con le quali si effettueranno gli acquisti. Sarà inoltre necessario indicare il codice IBAN sul quale si vuole ricevere il rimborso. 

L’adesione al programma sarà su base volontaria e sarà anche possibile disiscriversi, perdendo però i punti accumulati per il rimborso.

Quali tipologie di acquisti sono idonei?

Il cashback riguarderà indistintamente qualsiasi tipologia di spesa pagata in modalità elettronica. Sono quindi idonei i generi alimentari, i capi di abbigliamento, le spese mediche, i pagamenti nei ristoranti, etc., purché effettuate in negozi fisici. Sono infatti esclusi tutti gli acquisti fatti online.

Questa scelta è dettata dal fatto che si cerca di dare una spinta agli acquisti nei negozi tradizionali e, non meno importante, bisogna considerare che online è possibile fare acquisti solo con pagamenti elettronici, non avrebbe senso perciò una misura che incentivi questi sistemi che sono di fatto i più utilizzati.  

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